Dopo anni in cui gli incentivi agli investimenti hanno assunto la forma del credito d’imposta, il legislatore cambia nuovamente approccio. Dal 2026 le imprese potranno contare sul nuovo iper-ammortamento, una misura pensata per sostenere gli investimenti in innovazione tecnologica e nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Non è soltanto il ritorno di un’agevolazione già conosciuta. È una nuova strategia per accompagnare le imprese che vogliono crescere, aumentare la produttività e ridurre i costi energetici.
Per chi sta programmando nuovi investimenti, il momento per iniziare le valutazioni è adesso.
Quanto può convenire?
Quando un imprenditore decide di acquistare un nuovo macchinario non guarda solo il prezzo. Si chiede soprattutto:
- migliorerà la produttività?
- quanto tempo servirà per recuperare l’investimento?
- esistono incentivi che possono ridurne il costo fiscale?
Il nuovo iper-ammortamento nasce proprio con questo obiettivo.
Il beneficio non consiste in un contributo né in un credito d’imposta, ma nella possibilità di aumentare fiscalmente il valore dell’investimento, ottenendo quote di ammortamento più elevate e, quindi, una maggiore deduzione negli anni successivi.
Una maggiorazione che può arrivare fino al 180%
La misura dell’agevolazione varia in funzione dell’investimento realizzato. La disciplina prevede una maggiorazione:
- del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- del 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni;
- del 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.
Si tratta di percentuali che incidono esclusivamente sul piano fiscale e che possono rendere ancora più conveniente un investimento già programmato.

Quali investimenti sono interessati?
La nuova disciplina riguarda principalmente due tipologie di investimenti:
- Innovazione e digitalizzazione
Sono agevolabili i beni materiali e immateriali destinati alla trasformazione digitale dell’impresa, come macchinari e software evoluti, purché rispettino i requisiti previsti dalla disciplina.
- Autoproduzione di energia
L’incentivo riguarda anche gli investimenti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, compresi i sistemi di accumulo e gli altri componenti previsti dalla normativa.
La direzione è chiara: sostenere imprese sempre più innovative ed energeticamente efficienti.
Per chi è pensata l’agevolazione?
Il nuovo iper-ammortamento è rivolto alle imprese che effettuano investimenti agevolabili dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Chi ha già in programma l’acquisto di nuovi impianti o macchinari dovrebbe quindi verificare fin da ora se il progetto può rientrare nella misura.
Non basta acquistare il bene
Per beneficiare del nuovo iper-ammortamento non è sufficiente acquistare il bene. La normativa prevede uno specifico iter di accesso e la predisposizione della documentazione tecnica necessaria. In particolare, sarà necessario disporre di:
- una perizia tecnica asseverata (o, nei casi previsti, un’attestazione rilasciata da un ente di certificazione accreditato), che certifichi il possesso dei requisiti tecnici richiesti e, per i beni 4.0, la loro interconnessione ai sistemi aziendali;
- una certificazione contabile, che attesti l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile dell’impresa.
La procedura prevede inoltre specifiche comunicazioni da trasmettere al GSE. Per questo motivo è opportuno valutare l’agevolazione già nella fase di pianificazione dell’investimento, evitando criticità che potrebbero compromettere il beneficio.
In conclusione
Il ritorno dell’iper-ammortamento rappresenta una delle novità fiscali più interessanti per le imprese che intendono investire nei prossimi anni.
La convenienza dell’incentivo dipenderà dalle caratteristiche dell’investimento e dal rispetto dei requisiti previsti, ma una cosa è certa: valutare il beneficio prima di acquistare un bene può fare la differenza.
Programmare gli investimenti con il supporto dei propri consulenti significa cogliere un’opportunità che può tradursi in un risparmio fiscale significativo.

Studio Integra può assistere l’impresa nella verifica preliminare dei requisiti, nella valutazione della convenienza dell’investimento e nel coordinamento con banca e consulenti per impostare correttamente la pratica.
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